Sudafrica, 1.339 metri, e un diciassettenne che non conosce paura
C'è voluto un teenager madrileno per regalare al Pretoria P1 il suo primo grande momento. Manuel Castaño Salguero, nato il 3 ottobre 2008 — dunque ancora a mesi dai diciotto anni — ha fatto coppia con Enrique Goenaga per eliminare la sesta testa di serie del tabellone maschile: Coki Nieto e Jon Sanz, sconfitti 7-6, 6-7, 6-4 nei sedicesimi di finale del primo Premier Padel mai disputato in Africa subsahariana. La SunBet Arena Time Square di Pretoria, posta a 1.339 metri sul livello del mare, si è rivelata il palcoscenico perfetto per la sua consacrazione.
Non è stata una vittoria comoda. Nieto e Sanz, coppia di esperienza con diversi quarti di finale nel circuito, hanno reagito dopo il primo set perso al tie-break, portandosi in parità nel secondo. Il terzo set è diventato il terreno del carattere: Castaño e Goenaga non hanno ceduto un millimetro, chiudendo 6-4 con la solidità di chi ha già metabolizzato la pressione delle grandi occasioni. Un'impresa notevole per un giocatore che ad inizio 2026 era ancora oltre la settantesima posizione nel ranking mondiale.
La traiettoria di un predestinato
Il percorso di Castaño fino a Pretoria è stato chirurgico. Nel 2025 ha dominato il CUPRA FIP Tour conquistando cinque titoli, scalando la classifica e guadagnandosi i tabelloni principali di Premier Padel. Non ha perso tempo: quarti di finale a Riyadh alla prima stagione, vittoria all'esordio a Miami contro Maxi Sánchez e Xisco Gil con un doppio 6-4. Adesso elimina la sesta testa di serie in Sudafrica. La progressione è lineare, ma il passo è quello di chi non si accontenta dei tempi previsti.
Il talento è evidente: 1,86 m di altezza, specialista del lato sinistro, con una fisicità sopra la media per la sua età e una lettura del gioco che ricorda certe stelle del padel spagnolo venti anni più grandi di lui. In Italia, dove il padel ha superato i 10.000 campi e continua a crescere tra i giovani, storie come quella di Castaño alimentano i sogni di una nuova generazione che guarda il circuito con occhi diversi rispetto al passato.
Goenaga: l'equilibrio che fa la differenza
È giusto sottolineare il contributo di Enrique Goenaga. Specialista navigato sul lato sinistro, ha offerto continuità tattica nei momenti in cui la partita poteva scivolare dalla parte sbagliata. La complementarità tra esperienza e gioventù è il fulcro di questa coppia: Castaño porta l'esplosività, Goenaga il controllo. Nel secondo set, quando Nieto e Sanz sembravano poter riprendere il comando, è stato il veterano a tenere la rotta.
Il torneo di Pretoria, nel frattempo, è diventato il più imprevedibile della stagione. L'ingresso di numerose coppie inedite — frutto di infortuni e cambi di partner avvenuti nelle settimane precedenti — ha spezzato le gerarchie abituali e aperto il tabellone a scenari che nessun algoritmo potrebbe prevedere. Per chi arriva da fuori, come Castaño, è un'opportunità concreta.
Ottavi di finale: le grandi firme aspettano
Giovedì 30 luglio scattano gli ottavi di finale, e il livello si alza in modo brusco. Sono ancora in corsa Arturo Coello e Agustín Tapia — numeri uno al mondo e freschi del quinto titolo consecutivo in Premier Padel conquistato a Malaga — oltre ad Alejandro Galán con Federico Chingotto e Juan Lebrón in coppia con Leo Augsburger, che ha liquidato Lijó e Gil 6-4, 6-3 nei sedicesimi. Avanzare significherebbe per Castaño e Goenaga entrare definitivamente nella conversazione tra i protagonisti di questa stagione.
Il campo darà le risposte già nelle prossime ore. Ma il messaggio spedito ieri da Pretoria è già nella storia del torneo: un diciassettenne, al suo primo viaggio africano, ha messo alla porta la sesta testa di serie in tre set combattuti. A quasi 6.000 chilometri da Madrid, l'enfant prodige del padel spagnolo si è ricordato di non conoscere limiti geografici.
Padel Post Redaktion
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