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L'Italia seconda potenza mondiale del padel: un campo nuovo ogni 24 ore

Con 10.220 campi e un nuovo impianto ogni 24 ore l'Italia è il secondo paese del padel al mondo. Roma è terza città mondiale e dal 2 luglio è in vigore la norma UNI 12023.

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Padel Post Redaktion

3 min read · 14 luglio 2026

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Un campo nuovo ogni 24 ore. Non è uno slogan, è il ritmo reale con cui l'Italia del padel continua a costruire. E il traguardo certificato è di quelli storici: con 10.220 campi distribuiti su 3.795 club, l'Italia è oggi il secondo paese al mondo per infrastrutture di padel, alle spalle della sola Spagna, che guida la classifica con circa 17.400 campi.

Dietro le cifre c'è un movimento che non accenna a rallentare: circa 1,5 milioni di giocatori attivi e circa 240.000 tesserati FITP. Per chi gioca nel weekend il dato ha un significato molto concreto: trovare un campo libero, anche d'inverno e anche fuori dalle grandi città, non è mai stato così facile.

Roma, terza città del padel al mondo

Il dato più sorprendente arriva dalla capitale. Con 1.570 campi, di cui 600 coperti, Roma è la terza città del padel al mondo, superata soltanto da Madrid e Barcellona. Nessun'altra metropoli fuori dalla Spagna può contare su una densità simile di impianti, e i 600 campi al coperto garantiscono una stagione che di fatto non si ferma mai.

Che la capitale sia il cuore pulsante del movimento lo si è visto anche all'inizio di giugno, quando il BNL Italy Major al Foro Italico ha richiamato 9.000 spettatori per la finale vinta da Arturo Coello e Agustín Tapia su Alejandro Galán e Federico Chingotto: il secondo titolo romano per la coppia numero uno del mondo, in un torneo da circa 1,04 milioni di euro di montepremi con parità di premi tra uomini e donne.

Dal 2 luglio c'è la norma UNI 12023

Una crescita così impetuosa aveva bisogno di regole, e ora ci sono. Dal 2 luglio 2026 è in vigore la norma UNI 12023, che definisce i requisiti per la costruzione, la sicurezza e la gestione degli impianti di padel. Per chi progetta, costruisce o gestisce un club è la novità dell'estate: uno standard di riferimento che accompagna la professionalizzazione di un settore cresciuto finora a velocità record.

Per i giocatori, il messaggio è altrettanto chiaro: i campi su cui scendiamo ogni settimana avranno d'ora in poi criteri condivisi su materiali, sicurezza e conduzione degli impianti. Un passaggio di maturità per uno sport che in Italia è ormai un'industria a tutti gli effetti.

Un boom dentro il boom globale

Il fenomeno italiano si inserisce in una corsa mondiale impressionante. Secondo i dati della FIP, il padel conta oltre 35 milioni di giocatori e più di 77.000 campi in 150 paesi, con 14.000 nuovi campi realizzati solo nel 2025. In questo scenario l'Italia non insegue: detta il passo, con un impianto inaugurato in media ogni giorno e un distacco ormai netto su tutte le altre nazioni europee, Spagna esclusa.

E il grande padel internazionale tornerà presto a giocare in casa nostra: dal 12 al 18 ottobre l'Allianz Cloud di Milano ospiterà l'OYSHO Milano Premier Padel P1, con i biglietti in vendita già dal 18 giugno. Per la seconda potenza mondiale del padel, la prossima occasione per mostrare al mondo quanto è diventata grande.

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